L’impiego della Nicarbazina costituisce uno degli strumenti più efficaci e sicuri al servizio di Amministrazioni ed Enti Pubblici per il controllo delle popolazioni di piccioni randagi. Per renderlo appetibile e di facile somministrazione, il principio attivo è generalmente mescolato alla comune granella di mais e quindi commercializzato esclusivamente dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria.

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Il monitoraggio delle colonie di volatili all’interno dei centri abitati è diventato negli ultimi anni una necessità sempre più sentita nella maggior parte delle città italiane. Disponibilità di cibo e rifugi, quasi totale assenza di predazione, minore escursione termica e temperature medie maggiori rispetto all’ambiente rurale, sono solo alcuni dei fattori che hanno contribuito all’esponenziale aumento dell’attività riproduttiva di piccioni ed altri uccelli urbanizzati, permettendo la sopravvivenza massiva dei pulli e favorendo, di conseguenza, la crescita incontrollata delle popolazioni. Questa massiccia colonizzazione – la quale, essendosi via via estesa anche alle zone periferiche ed industriali, non è più esclusivo interesse dei soli centri storici – comporta ogni giorno notevoli disagi per i cittadini e rappresenta un serio rischio per l’integrità del patrimonio architettonico, facilitando la diffusione di degrado e sporcizia. Inoltre il colombo urbano, dal punto di vista igienico-sanitario, costituisce un pericolo per la salute dell’uomo e degli animali domestici in quanto possibile veicolo di microrganismi patogeni (i quali sono responsabili della trasmissione di zoonosi quali, ad esempio, salmonellosi, clamidiosi, campilobacteriosi e tubercolosi aviarie) e parassiti (soprattutto zecche).

Per far fronte all’aumento incontrollato del numero di piccioni ed altri uccelli all’interno delle aree urbane, negli ultimi anni sono state sperimentate strategie di controllo volatili e loro contenimento molto diverse – dal monitoraggio dei siti di nidificazione alla cattura e l’allontanamento degli individui – molte delle quali si sono spesso rivelate inefficaci. Un approccio più moderno al controllo delle nascite dei colombi randagi è oggi rappresentato dalla somministrazione agli stessi di sostanze ed effetto antifecondativo, le quali sono in grado di deprimere per tempi più o meno lunghi l’attività riproduttiva di questi animali permettendo una graduale diminuzione degli individui adulti, non più sostituiti dai novelli.

Il principio attivo maggiormente utilizzato è la Nicarbazina, sostanza atossica impiegata già da molti anni nel controllo della coccidiosi negli allevamenti dei polli da carne. Numerosi studi effettuati durante la seconda metà del novecento sulle galline ovaiole hanno suggerito l’impiego di questa molecola quale efficace antifecondativo per i piccioni. Esami clinici e di laboratorio hanno confermato che, con dosaggi sul campo attestati attorno alle 800 ppm, la Nicarbazina è priva di effetti sistematici indesiderati per gli animali trattati, non provocando alcuna modificazione anatomica o funzionale che possa indurre stati di sofferenza fisica, obiettiva e soggettiva. Inoltre, la somministrazione di Nicarbazina non rende sterili i piccioni in via definitiva, permettendo loro di riassumere rapidamente e completamente le funzioni riproduttive alla sospensione del trattamento. Infine, circa le implicazioni di natura ambientale, l’accumulo della molecola nell’ambiente si è rivelato grandemente inferiore al limite imposto dall’Unione Europea in materia di Environmental Risk Assessment (E.R.A.) e fissato a 10 μg per kg di terreno.

L’impiego della Nicarbazina costituisce quindi uno degli strumenti più efficaci e sicuri al servizio di Amministrazioni ed Enti Pubblici per il controllo delle popolazioni di piccioni randagi. Per renderlo appetibile e di facile somministrazione, il principio attivo è generalmente mescolato alla comune granella di mais (in ragione dello 0,8%) e quindi commercializzato – esclusivamente dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria – in sacchetti multidose sigillati di vario peso. La distribuzione del prodotto deve essere eseguita “a terra”, preferibilmente alle prime ore del mattino e solo nelle aree precedentemente individuate da tecnici qualificati. Il trattamento con Nicarbazina deve protrarsi nel lungo periodo, ponendosi come obiettivo minimo del primo anno la crescita zero e, negli anni successivi, la diminuzione progressiva degli individui.