Con il riscaldamento globale le zanzare tropicali aumenteranno il rischio di epidemie

04.04.2019

Prima della fine del secolo le zanzare invasive conquisteranno nuovi areali. Aumentano il rischio di epidemie di febbre gialla, dengue, Zika e chikungunya.

Entro il 2080 oltre un miliardo di persone nel mondo saranno esposte per la prima volta alle malattie trasmesse dalle zanzare tropicali Aedes aegypti eAedes albopictus, gli insetti responsabili della trasmissione di febbre gialla, dengue, Zika e chikungunya. È un’altra delle spiacevoli conseguenze del surriscaldamento globale causato dall’emissione di gas serra. Se le emissioni continueranno ai tassi attuali, prima della fine del secolo le zanzare invasive del genere Aedesmigreranno dai luoghi tropicali verso zone ad oggi quasi inesplorate, come l’Europa,dove, a causa dell’aumento delle temperature, troveranno habitat ideali per la loro proliferazione. Con un aumento del rischio di epidemie di febbre gialla, dengue, Zika e chikungunya.

A rivelarlo è uno studio, condotto da un team di ricercatori guidati da Sadie J. Ryan dell’University of Florida e Colin J. Carlson della Georgetown University negli Stati Uniti. La ricerca è stata pubblicata su Plos Neglected Tropical Diseases.

“Il cambiamento climatico– ha affermato Carlson- è la più grande minaccia per la sicurezza sanitaria globale. Le zanzare sono solo una parte della sfida, ma dopo l’epidemia di Zika in Brasile nel 2015, siamo molto preoccupati di quello che potrà succedere in futuro. Luoghi come Europa, Nord America, zone ad alta latitudine nei tropici (Africa Orientale e Ande settentrionali), Stati Uniti e Canada, prima troppo freddi per i virus, affronteranno malattie nuove come la dengue”.

Le zanzareAedes aegyptiAedes albopictus

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Ae. aegyptiAe. albopictus sono tra le zanzare invasive più pericolose e causano milioni di morti ogni anno. Aedes albopictus, meglio conosciuta come zanzara tigre, è una specie originaria delle foreste tropicali dell’Asia sudorientale, ma si è diffusa a livello globale grazie ad attività umane, come il commercio internazionale di pneumatici usati e di piante ornamentali. Questa specie può trasmettere i virus Chikungunya e dengue, ed è considerata un vettore potenziale del virus Zika

Aedes aegypti(la cosiddetta “zanzara della febbre gialla”) è originaria dell’Africa ed è stata trasportata passivamente con il traffico marittimo in tutte le regioni tropicali e subtropicali, mentre non riesce a sopravvivere alle temperature invernali delle zone temperate. È vettore dei virus mortali della dengue, della chikungunya, della febbre gialla e della malattia Zika. Le due zanzare sono estremamente sensibili ai cambiamenti climatici e ambientali, in particolare a variazioni di temperatura e umidità.

L’effetto dei cambiamenti climatici sulla migrazione delle zanzare invasive 

Quale sarà l’impatto dei cambiamenti climatici sulla diffusione globale di Ae. aegypti Ae. albopictus? Per rispondere a questa domanda, Ryan e colleghi hanno utilizzato un modello predittivo della distribuzione spazio-temporale delle due specie sulla base di quattro differenti scenari di cambiamento climatico.

I quattro scenari RCPs (representative concentration pathways) sono modelli comunemente usati che descrivono quattro diversi percorsi del ventunesimo secolo per le emissioni di gas serra e le loro concentrazioni atmosferiche sulla base delle azioni di mitigazione intraprese. Lo scenario più ottimistico è quello in cui vengono messe in atto azioni ambiziose per limitare i gas serra fino ad una situazione preindustriale, quello peggiore indica la situazione futura nel caso in cui non si intervenga in alcun modo per ridurre le emissioni.

I ricercatori hanno seguito le variazioni di temperatura su base mensile a livello globale e previsto la diffusione dei due vettori nelle diverse zone del pianeta e il rischio di diffusione di malattie come dengue, febbre gialla, Zika e chikungunya nel 2050 e nel 2080 rispetto alla situazione attuale. “Sulla base di quello che sappiamo sul movimento delle zanzare da una regione all’altra, 50 anni sono un tempo considerevolmente lungo e ci aspettiamo una significativa diffusione di entrambi gli insetti e, in particolare diAedes aegypti, in grado di prosperare in ambienti urbani” ha spiegato Carlson.

Una differente distribuzione per le due specie

Secondo lo studio entrambe le specie continueranno a diffondersi a livello globale nei prossimi decenni, ma con una distribuzione spaziale diversa a seconda dello scenario di cambiamento climatico considerato.

Ae. aegypti ha un intervallo di temperatura ottimale per la trasmissione dei virus (detto “Goldilocks zone”) compreso tra 21,3 e 34,0 °C, con un optimum intorno a circa 29 °C. Per Ae. albopictus tale intervallo è compreso tra 19,9 e 29,4 °C con un optimum intorno a 26 °C, più basso rispetto ad Ae. aegypti. Al di fuori di questo intervallo di temperatura, una zanzara infetta può pungere un individuo senza che si abbia trasmissione del virus. Al cambiare della temperatura quindi dobbiamo aspettarci delle variazioni nella distribuzione delle zanzare e nella diffusione dei virus trasmessi.

Entro il 2050, nello scenario di cambiamento climatico peggiore, per almeno alcuni mesi dell’anno entrambe le specie si troveranno nella “Goldilocks zone” in Eurasia e nord America e un miliardo di persone verrebbe a contatto per la prima volta con i virus, con il rischio di epidemie. Entro il 2080nei paesi attualmente a clima temperato, come Europa, Cina e Stai Uniti, si avrebbe un aumento dell’esposizione della popolazione alla zanzara Ae. aegypti. In aree come l’Africa occidentale e l’Asia sud-orientale, invece, farà troppo caldo per la proliferazione di Ae. albopictus. 

“Questa potrebbe sembrare una buona notizia”, ha detto Carlson. “In realtà non lo è. Un qualsiasi scenario in cui una regione diventa troppo calda da impedire la trasmissione della dengue è uno scenario in cui abbiamo minacce diverse ma ugualmente gravi in altri settori sanitari”. In aree troppo calde per la trasmissione di dengue e Zika, le persone sono soggette ad alto rischio di disidratazione e infarto.

In modo controintuitivo, la situazione peggiore si avrebbe in uno scenario di cambiamento climatico intermedio. Una mitigazione del cambiamento climatico parziale con un aumento intermedio di temperatura a livello globale porterebbe alla massima diffusione della zanzara Ae. albopictus, che si diffonderebbe rapidamente in Europa e conquisterebbe anche aree del nord degli Stati Uniti e dell’Africa orientale, dove ora non è presente. Solo la mitigazione del cambiamento climatico, fino alla situazione preindustriale, potrebbe proteggere oltre un miliardo di persone dalla diffusione degli arbovirus.

Le sfide per il futuro

“Le dinamiche di diffusione delle malattie dovute alle zanzare dipendono dal clima – ha spiegato Carlson, “e questo studio suggerisce che il cambiamento climatico aumenterà drammaticamente l’espansione e la trasmissione di virus legati ad Aedesentro il prossimo secolo. Questo studio ci consente di iniziare a comprendere le sfide che dovremo affrontare a causa del riscaldamento globale. Dobbiamo affrontare un compito erculeo. Abbiamo bisogno di capire patogeno per patogeno, regione per regione, quando emergeranno i problemi in modo da poter pianificare una risposta sanitaria globale”.

Riferimenti:Plos Neglected Tropical Deseases

Tratto da Galileo 

 


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