L’allontanamento dei Picchi

01.10.2014

I Picchi appartengono all’ordine dei Piciformi che ha più di 200 specie di uccelli, 9 delle quali si trovano in Italia, tra cui: il Torcicollo (Jynx torquilla), il Picchio verde (Picus viridis), il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) e il più raro Picchio nero (Dryocopus martius).
Sono capaci di arrampicarsi sui tronchi degli alberi e di scavare buchi nel legno con il becco, che è diritto, appuntito e simile a uno scalpello e a crescita continua. Per far fronte alle importanti sollecitazioni derivanti dal continuo martellamento, il cranio di questi uccelli è munito di una serie di cavità che svolgono la funzione di cuscinetti d’aria utili ad attutire le vibrazioni, funzione svolta anche dalla coda. La coda è rigida, con il calamo delle penne che termina in spine dure, sulle quali l’uccello sostiene il proprio peso quando è “appeso” ad un tronco nella caratteristica posizione verticale. Possiedono una lunga lingua dalla punta dura a forma di lancia, che può essere estroflessa per catturare le prede. Le dita delle zampe, munite di forti artigli, sono solitamente disposte due in avanti e due all’indietro proprio per facilitare l’arrampicata. In alcune specie, una delle due dita posteriori è assente.
In genere i Picchi sono animali solitari, diffusi in tutto il mondo tranne che in Australia; nidificano ovunque ci siano alberi, nelle foreste pluviali come nei parchi cittadini. Si nutrono principalmente di insetti, che individuano battendo il legno degli alberi con il becco e servendosi poi di quest’ultimo come di una piccozza per afferrarli. È possibile riconoscere le diverse specie di Picchi ascoltandoli tamburellare sui tronchi degli alberi. Il Picchio tamburella per richiamare un partner con il quale accoppiarsi, per cercare larve di insetti da mangiare sotto le cortecce, ma soprattutto per scavare il nido. È un’attività molto faticosa, che a seconda della durezza del legno può richiedere da cinque giorni a tre settimane. Dall’esterno, il nido appare come un foro circolare, ma all’interno contiene una comoda camera tappezzata di trucioli.

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“Infestazione” da Picchi

È sempre difficile ed a volte addirittura inappropriato parlare di infestazione quando si tratta di certi tipi di animali come ad esempio il Picchio. Si pensa alle infestazioni come a dei fenomeni legati ad un gran numero di animali che hanno anche un aspetto sgradevole o comunque delle implicazioni igenico sanitarie. Certo è che alcuni comportamenti di animali solitari, gradevoli alla vista e comunemente considerati innocui, possono creare disagio e danni all’uomo e pertanto è necessario trattarli proprio come degli infestanti.
Per quanto riguarda il Picchio, ormai da tempo è noto un suo particolare comportamento che arreca danni agli infissi in legno. Soprattutto nel periodo invernale quest’uccello cerca le sue prede anche negli infissi di legno e immediatamente dietro ad essi dove molti invertebrati trovano rifugio. Ovviamente per raggiungere la preda, il Picchio, come fa nell’ambiente naturale, becchetta le strutture lignee arreccandovi gravi danni. In alcuni casi, dove il disturbo antropico è molto ridotto, è possibile che alcuni esemplari, ormai abituati a “banchettare” presso gli edifici, possano farlo anche durante la bella stagione. Si possono provare diversi sistemi di dissuasione “fai da te” come appendere materiali riflettenti sugli infissi, ma che spesso sono sgradevoli alla vista e richiedono una continua manutenzione. L’intervento più efficace e quello di posizionare delle reti davanti ai balconi, anche removibili, che impediscano al picchio di raggiungere la superficie in legno. Questo intervento potrebbe essere anche temporaneo in attesa che questi uccelli si disabituino a questa pratica.


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