All’ordine degli Anopluri appartengono numerose specie di parassiti esterni (ectoparassiti o epizoi) che necessitano del sangue dei mammiferi per sopravvivere e portare a maturità le uova. Più comunemente chiamati Pidocchi o Pediculi (dal nome della famiglia, Pediculidae), essi sono piccoli insetti atteri che vivono saldamente aggrappati al corpo dell’ospite (pediculosi) nutrendosi del sangue che ottengono perforandone la pelle con l’apparato boccale altamente specializzato. Artropodi da lungo tempo associati all’uomo (ne sono stati individuati esemplari in molte mummie preistoriche), delle 30 specie circa presenti in Italia, le più diffuse sono il Pidocchio del capo (Pediculus humanus, varietà capitis), il Pidocchio del corpo (Pediculus humanus, varietàcorporis) ed il Pidocchio del pube (Phthirus pubis, detto volgarmente piattola). Questi artropodi possono essere vettori di gravi malattie batteriche, virali o protozoiche, tra le quali ricordiamo in particolare il tifo esantematico o petecchiale (oggi assente dal territorio italiano ma responsabile in passato di migliaia di morti), la febbre delle trincee e la febbre ricorrente, entrambe affezioni molto comuni tra i soldati nel corso delle Guerre Mondiali.

Caratteristiche ed etologia

I Pidocchi sono insetti minuscoli lunghi circa 1-2 mm, dal corpo appiattito, di colorazione vitrea giallastra o grigiastra, e sprovvisti di ali. Il capo è generalmente molto piccolo e stretto, con occhi scuri di ridotte dimensioni e corte antenne: infatti, come la maggior parte dei parassiti, i Pidocchi hanno organi di senso poco sviluppati. L’apparato boccale è di tipo pungente-succhiante ed è costituito da un rostro dentato e tre stiletti: il primo trattiene la pelle mentre i secondi la perforano. Il sangue risale in un canale formato dagli stiletti grazie ai movimenti muscolari della regione faringea. Le parti esterne dell’apparato boccale sono retrattili e, in posizione di riposo, vengono mantenute all’interno del capo. I segmenti toracici ed addominali sono fusi insieme e presentano zone laterali maggiormente sclerificate rispetto a quelle dorsali o ventrali, assicurando in questo modo all’insetto una notevole resistenza allo schiacciamento. Le zampe, corte e massicce, terminano con un’unica robusta unghia articolata che può essere ripiegata all’indietro contro il tarso, stringendosi saldamente attorno al pelo dell’ospite similmente ad una piccola pinza. La curvatura che si forma tra unghia e tarso si adatta strettamente a quella del pelo, assicurando al parassita una presa molto solida.
Come qualunque altro insetto, i Pidocchi non hanno polmoni: è solo attraverso la contrazione di muscoli ed il movimento degli organi interni che l’ossigeno, spinto attraverso il sistema tracheale, raggiunge tutti i tessuti dell’organismo. Tuttavia, l’eccellente grado di controllo delle valvole poste a chiusura degli spiracoli (1 paio nel torace e 6 paia ai lati dell’addome) permette a questi parassiti di trattenere il fiato per diversi minuti, garantendone la sopravvivenza anche in condizioni di prolungata immersione nell’acqua (secondo alcuni studi, fino a 30 minuti[1]). In casi molto rari è inoltre possibile che alcuni Pidocchi, onde evitare l’annegamento, lascino la presa dal capello ed inizino a galleggiare sull’acqua, attendendo il passaggio di un nuovo ospite; in questo caso è buona norma equipaggiarsi di una cuffia per proteggere la testa nel caso si frequentino bagni e piscine pubbliche.

Trasmissione dei pidocchi

Al contrario di quanto si ritiene comunemente, i Pidocchi sono insetti molto lenti, si spostano di rado, non volano e sono incapaci di compiere salti: per questo motivo, la trasmissione dei parassiti da un individuo all’altro può avvenire esclusivamente con il contatto diretto delle aree interessate oppure tramite lo scambio di indumenti, pettini, spazzole, cappelli, peluche, ed altri accessori infetti; la sola vicinanza non è perciò sufficiente a veicolare il contagio[2][3][4]. I bambini – dal momento che tendono ad avere frequenti contatti fisici e condividono spesso i propri oggetti personali – sono tra i soggetti più colpiti dalle infestazioni di Pidocchi. Diversamente, tra gli adulti la diffusione avviene per lo più attraverso i rapporti intimi, circostanza significativa in considerazione della maggiore libertà sessuale raggiunta in molti paesi industrializzati e della capacità dei parassiti di sopravvivere senza cibo e per brevi periodi (fino a 55 ore[5]) in lenzuola, cuscini ed altri effetti letterecci. Gli animali domestici non possono essere ritenuti responsabili del trasporto di Pidocchi all’interno dell’abitazione e del contagio di esseri umani in quanto il loro sangue e la conformazione della pelliccia non sono compatibili con le specie tipicamente parassite dell’uomo[6].

Non sembra esserci alcuna relazione di causa ed effetto tra pulizia e pediculosi e perciò qualsiasi individuo, indipendentemente dalla propria pulizia personale o ceto sociale di appartenenza, può essere soggetto all’infestazione. Sono tuttavia fattori quali la mancanza di igiene, l’affollamento e la promiscuità a contribuire in maniera determinante al rapido aumento ed alla diffusione delle popolazioni di Pidocchi. Anche la lunghezza dei capelli non riveste grande importanza nello sviluppo di questi parassiti, sebbene una capigliatura corta favorisca un più facile controllo ed una più rapida individuazione delle uova.

Conseguenze dell’infestazione

Il cuoio capelluto degli individui colpiti è di solito oggetto dell’azione contemporanea di un numero esiguo di parassiti adulti (meno di una dozzina) anche se possono annidarsi tra i capelli centinaia di uova, siano esse già schiuse, morte o in incubazione[7]. Le punture dei Pidocchi non sono generalmente pericolose, causando reazioni allergiche variabili da persona a persona e dovute alla risposta immunitaria dell’organismo agli antigeni ricevuti con la saliva. La comparsa dei primi sintomi (forte prurito e leggeri arrossamenti localizzati) avviene da 4 a 6 settimane dopo il contagio[8], anche se in taluni individui l’infestazione può non manifestare alcun effetto o gli stessi possono sparire improvvisamente dopo qualche mese con il progressivo adattarsi dell’organismo all’azione del parassita. Delle tre specie di Pidocchi collegate all’uomo, solo il Pidocchio del corpo (Pediculus humanus corporis) può essere vettore di gravi malattie (in particolare il tifo esantematico, veicolato attraverso le sue deiezioni) la maggior parte delle quali tuttavia già estirpata in molti paesi industrializzati. In ogni caso è bene ricordare come l’intenso prurito possa costringere le vittime dei Pidocchi a continui grattamenti delle aree parassitate, con conseguente insorgenza di infezioni secondarie a carico della cute – quali, ad esempio, impetigine e rash cutaneo – ed irritazioni della pelle a seguito del contatto con le deiezioni degli insetti.

Riproduzione e sviluppo

Il ciclo vitale del Pidocchio del capo consta nella deposizione dell’uovo, lo sviluppo di tre stadi immaginali ematofagi (ninfe) e la formazione dell’adulto. Circa 12-24 ore dopo l’accoppiamento, la femmina depone alcune le uova (o léndini) di colore biancastro opaco e dalle dimensioni di circa 0,8 x 0,3 mm: queste sono saldamente incollate ai capelli dell’ospite nei pressi della cute utilizzando una sostanza adesiva insolubile e molto resistente di derivazione cheratinica; l’asse maggiore di ciascuna lendine segue sempre quello del capello cui è cementata. Incubate dal calore umano, le uova assumono progressivamente una colorazione più chiara e traslucida e, dopo circa una settimana, si schiudono: la ninfa, scalzato l’opercolo a chiusura del lendine, sguscia all’esterno ed inizia immediatamente a succhiare il sangue dell’ospite. Si nutrirà di frequente nel corso della giornata (in genere almeno 3-4 volte), sviluppandosi attraverso due mute successive lungo un periodo della durata di 8-12 giorni, fino al raggiungimento della forma adulta. La metamorfosi è incompleta. Ciascuna femmina adulta vive in media da 1 a 3 settimane, deponendo ogni giorno 4-6 uova (per un totale di 50-150 durante l’intero ciclo di vita) all’altezza della nuca, lungo le tempie o dietro e sopra le orecchie, ad una distanza non superiore ad 1 cm dal cuoio capelluto.

Il ciclo vitale delle altre due specie in esame è pressoché identico, con la principale differenza che il Pidocchio del corpo incolla le proprie uova sugli indumenti a contatto con il corpo, mentre il Pidocchio del pube o Piattola lungo i peli dell’inguine o, più raramente, quelli delle ascelle, del torace, della barba o delle sopracciglia.

pidocchiPiattoleCiclo

La Scheda

Areale

Status

Rischio minimo

Classificazione scientifica

  • Dominio: Eukaryota
  • Regno: Animalia
  • Phylum: Arthropoda
  • Classe: Insecta
  • Ordine: Phthiraptera
  • Subordine: Anoplura
  • Famiglia: Pediculidae
  • Genere: Pediculus
  • Specie: P. humanus capitis

Caratteristiche

  • Lunghezza: 1 - 2 mm
  • Alimentazione: ematofago
  • Metamorfosi: incompleta

Denominazioni comuni

  • Pidocchio del capo
  • Head louse
  • Pediculus capitis

Note

  • Downs A.M.R., Stafford K.A., Harvey I., Coles G.C. (1999) Evidence for double resistance to permethrin and malathion in head lice. In: British Journal of Dermatology, Settembre 1999, Volume 141, Edizione 3: 508-511.
  • Orkin M., Maibach H.I. (1985) Cutaneous infestations: Pediculosis. In: Cuteaneous infestations and insect bites. Marcel Dekker Inc., New York.
  • Burgess I.F. (1995) Human Lice and their management. In: Advances in Parasitology: 272-342.
  • Canyon D.V., Speare R., Muller R. (2002) Spatial and kinetic factors for the transfer of head lice (Pediculus capitis) between hairs. In: Journal of Investigative Dermatology: 119, 629-631.
  • Bos A.F., den Otter K. (2003) Hoofdluis, een blijvende kopzorg?. Wetenschapswinkel Biologie, Rijksuniversiteit Groningen, Haren.
  • Si veda il punto 5.
  • Pollack R.J. (2007) Head lice: Information and Frequently Asked Questions. Department of Immunology and Infectious Diseases (DIID), Laboratory of Public Health Entomology, Harvard School of Public Health, Boston.
  • Meinking T.A. (1999) Infestations. Curr Probl Dermatol: 11, 73-120.

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