SGD Group in prima linea per riportare le Mura di Treviso alla loro bellezza originaria

09.09.2020

Per le Mura da salvare 150 mila euro di lavori dopo il diserbo in volo

Ieri il progetto di salvaguardia approvato dalla giunta
Si parte da interventi di consolidamento, poi servirà di più

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Mattoni che crollano dalla cinta in viale Nino Bixio, crepe nel tratto di viale Cairoli, per salvare le mura è ora di correre ai ripari. L’assessore ai lavori pubblici Sandro Zampese ieri in giunta ha portato un primo intervento di consolidamento da 150mila euro, che, nelle intenzioni, farà però da apripista ad progetto più complesso e duraturo.Nei prossimi mesi – tempo di accordarsi con la Soprintendenza – saranno condotti i primi lavori di consolidamento. Il diserbo effettuato con i droni a inizio estate ha infatti eliminato la coltre di vegetazione che ricopriva parti della cinta, portando alla luce altre crepe, cedimenti e tratti pericolanti.

«Le piante con le loro radici contribuiscono anche a tenere le mura insieme, quindi quando vengono sradicate è necessario poi lavorare sul consolidamento della mura», aggiunge Zampese. Ca’ Sugana inizierà da alcuni interventi “tipo”, in diversi tratti della cinta, che hanno esigenze diverse a seconda dell’esposizione al sole, della muratura presente e delle condizioni statiche. Ci si baserà sui lavori già condotti nel 1997.
«Sulla base di questi primo interventi tipo, predisporremo un protocollo con la Soprintendenza che servirà a stabilire con esattezza come si può intervenire in ogni punto della mura. Decidendo il materiale da utilizzare, la quantità, e ogni paramento necessario. Poi sulla scorta di questo si procederà con un progetto organico di consolidamento», ha aggiunto Zampese. E a quel punto di soldi ne serviranno decisamente di più rispetto ai 150mila euro stimati per i primi interventi.

Quel che è certo è che non c’è tempo da perdere. Gli ultimi lavori di manutenzione sulle mura sono stati condotti dall’assessore Ofelio Michielan, e solo nel tratto dell’ex pattinodromo, dove si era arrivati al punto che i mattoni cadevano sul parcheggio. Ma anche quella volta fu un intervento tampone.

Oggi in viale Nino Bixio la situazione della cinta è simile quella del parcheggio all’ex pattinodromo di alcuni anni fa. A scoprirlo è stata l’associazione Treviso Sotterranea, che utilizza quel tratto per alcune visite guidate: decine di mattoni staccati dalla cinta e caduti a terra, la base erosa dalle risorgive.

Fonte: La Tribuna di Treviso
Data: 9 settembre 2020

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